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Impressioni 6 luglio 2012 · lettura 1 min · 5598 letture

'89, passi

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Ti lascio in compagnia un vestito di piombo e il vagone pieno di onde, io e la borsa, due pesi colmi di soprassalti; nelle cerniere biglietti da tenere per sempre... sane contraddizioni Sentirti perduto senza i miei occhi, colpevoli d'averti segnato le carte, verrà il momento di strappare una data Già ti vedo al binario numero x bruciare nel fumo aspirato nervoso, l'orario in ritardo Il rituale caffè - come stai?- continua a scottare, s'ingorga la voce - ho poco da dirti, forse a lungo - niente da spartire con la tristezza, "niente" è il pieno centrato Al centro consumano gelati per strada (contro l'afa) ci tocca un gelo alle spalle e due fuochi ci mangiano, un sole allungato ci stacca le dita, finalmente Ti lascio paura di perdersi, faresti a meno di pensare che io vado e tu resti
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (7)

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alessandro mazzeo6 luglio 2012

E' come una fotografia che prende vita... allora puoi sentire anche i rumori, gli odori... puoi andare oltre i confini ritratti dall'obiettivo... piaciutissima!

Angela Fragiacomo6 luglio 2012

come evocare meglio, quel distacco?...non credo si possa... c'è tutto fra queste righe... il piombo, il peso, la gola chiusa, quel niente da dire, che è tutto, tutto quello che si potrebbe pensare e urlare in quel momento, l'implosione, dentro il gelo che già tocca le spalle... e facciamo finta di niente, che io vado e tu resti... dolorosa, come averla vissuta! piaciutissima, carica d'emozione

Emanuele Martina6 luglio 2012

versi magici, ricchi di sentimento scivolano nella mente del lettore, coinvolgente ed incantevole, segnalo e conservo

Clara Gismondi6 luglio 2012

Un'atmosfera tesa e carica del sentire di due persone che ignorano quale sarà il loro destino insieme... Frastornati dal mondo che gira intorno... ma nello stesso ben coscienti degli odori, dei sapori... Un qualcosa che si porta dentro e non solo fuori! Magnifica lirica sul distacco e sul vuoto che crea nonostante tutti i lacci che ci portiamo dietro...

Pierangela Fleri6 luglio 2012

Come guardare un film questi versi catturano si leggono immagini di uno spaccato di vissuto ancora in cerca. del giusto finale

EnzoL7 luglio 2012

ma che meraviglia, stranamente più estesa del solito in questa lirica l'autrice scrive le inquietudini e narra dei distacchi, di ampio respiro questi versi, profondi come sempre costruiscono l'immagine in tutti i suoi risvolti

Laura Maira8 luglio 2012

Grande atmosfera evocativa che mi riporta a sensazioni conosciute di distacco, gelo nel cuore e amara consapevolezza. Complimenti, originale e carica di pathos. .