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Amore 18 luglio 2012 · lettura 1 min · 4351 letture

Tutta la luna posso

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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La luce più chiara ch’io possa riflettere scolora, alla latitudine del distacco apparente schegge notturne tramano un filo di vita dalla finestra allo sterno Carezzo boccioli di roccia, davanzali germogliare alla luna: senti che attrito, la voce delle spine
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

foto di Fabio Lodigiani

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (5)

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Barbara Golini18 luglio 2012

una lirica veramente ben scritta, la chiusa per me fantastica "senti che attrito, la voce delle spine" immagini che svelano e lasciano sentire il silente respirare e luneggiare di una luna che nell'immagine appare piena e che scolora alla latitudine di un distacco. Mi piace un mondo, anzi di più!

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rstorace18 luglio 2012

versi eleganti e struggenti che narrano di un dolore forte, che dilania, il distacco dalla persona amata... l'affascinante autrice crea sempre atmosfere che rapiscono!!!

EnzoL19 luglio 2012

tratteggiare amore con simili versi, non è da tutti... lineari ed efficaci evocano sensazioni oniriche bella ma di più

Donatella Pezzino19 luglio 2012

E'una di quelle liriche che viene voglia di stringere al petto, come un sentore di luna, come una notte in cui ricordi e sensazioni fendono il silenzio e riaffiorano dolorosamente ma che... vorresti non finisse mai. STUPENDA!

Rita Minniti22 luglio 2012

Descrizione forte di un amore, dell'amore, e in ogni verso una pugnalata alla mente, al cuore, fino allo stremo, fino a graffiare il pensiero, fino a sentire pungere davvero quelle spine che trafiggono l'anima per il dolore. Meravigliosamente bella!