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Introspezione 19 luglio 2012 · lettura 2 min · 2802 letture

Io sono

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Giuliano leandro loy 53 poesie pubblicate
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Io sono. Un passo incerto che ricerca le proprie orme sulla sabbia, cancellate dall’alta marea del ricordo. Un sentiero nascosto nel mezzo di un campo d’erba alta e incolta. Una improbabile fuga sempre in ombra io sono. Una parola sottaciuta dentro la fine nostalgica di un amore. Così mi sento. Un ricordo improvviso del sorriso eloquente della mia rimembranza. Una mia considerazione maggiormente incisiva dentro un mio convincimento interiore. Così sono. Il mio sguardo smarrito dentro il tuo senso di appartenenza. Un cristallino opacizzato, che riflette di tenue luce il colore dei tuoi occhi. Un profondo respiro, avviluppato dentro un sogno. Un uomo che annuisce parole mai proferite dalle labbra. Così mi sento. Quando mi corrispondo furtivamente di sguardi immaginati, di lettere scritte al lume del rancore. Nel silenzio di un’attesa. I miei sensi implosi di allusioni, e di incompiute lacrime. Così mi sento donna, quando richiedi condivisione da un uomo. Quando il mio sguardo si disperde nella vastità delle tue iridi, e i tuoi colori e le tue emozioni ne denunciano la mia incomprensione. Soltanto allora che mi determino l’esubero della mia precarietà. Io sono un cristallo corroso dall’acqua marina. Io sono colui che tenta di riflettere i tuoi colori femminili di geometrie caleidoscopiche. Così mi sento, donna.
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L'autore
Giuliano leandro loy

Scrittore di narrativa e poeta a tempo perso. Scrivevo fin dalla più tenera età, e questo vizio mi è rimasto anche nella mia maturità. Amo la filosofia e la studio, pur essendo consapevole dell'impenetrabilità fenomenica dell'uomo. Inizio ad essere molto Socratico, perché so di non sapere. Gli intellettualoidi di oggi

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Commenti (3)

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Rosa Maria Cantatore16 agosto 2012

Apprezzabile per la ricchezza delle immagini, anche se l'Autore si fa talora prendere un po' la mano: cos'è uno sguardo "tropico"(dal dizionario Gabrielli della lingua italiana:"come agg. posposto al sost.,solo nella locuzione ANNO TROPICO")?E poi,"al lume del rancore"non riecheggia un po' troppo da vicino "Un giudice" di De Andrè...? Resta, però'il fatto che questo lungo componimento riesce a suggerire emozioni( non è questo, in fondo, lo scopo della poesia...?)aiutato anche dallo splendido, struggente brano musicale di accompagnamento.

Paola Galli18 settembre 2012

beh! credo che la cosa più difficile nella vita sia guardare dentro se stessi e scrivere versi intimi e reali su come siamo e chi siamo, incondizionati da vincoli e timori!! credo che questa prova dell'autore sia magistrale in questo senso! è un capirsi e riconoscersi pubblico, senza remore, con consapevolezza e maturità, e c'è una musica speciale che percorre tutta la lirica rendendola toccante!!! apprezzata molto!

Marina Lolli2 ottobre 2012

Nei suoi studi pionieristici sul tropismo nelle piante, nel 1880 Charles Darwin dimostrò che gli apici vegetativi si piegano verso la fonte di luce un esempio sono i girasoli, penso che l'autore si riferisca a questo quando parla di tropismo. riguardo la poesia tangibile è la sensibilita' di chi scrive nel descrivere il dualismo che alberga in ogniuno di noi