La pioggia

Ti lascio volentieri nella mia carne
nella mia mente,
finanche,
comprenderai che
nell’identica intenzione
potrò respirarne di te
le tue lusinghe,
le tue fughe.
Un paesaggio veloce,
ed è un passaggio rapido
per la mia melanconia.
Mi perdonerai,
se non mi hai atteso
dentro quell’ombra
che ti assapora.
Un giorno, forse,
mi perdonerai,
per tutto ciò
che non mi hai detto.
Si!
Quel giorno ti parlerò
dentro un temporale,
e nella tua vanità radiosa
e rappresa
dentro uno sguardo,
mi ascolterò piovere addosso.
Si!
Quel giorno
lascerò volentieri
quel cascame di sogni,
inondarmi addosso.
©
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L'autore
Giuliano leandro loy
Scrittore di narrativa e poeta a tempo perso. Scrivevo fin dalla più tenera età, e questo vizio mi è rimasto anche nella mia maturità. Amo la filosofia e la studio, pur essendo consapevole dell'impenetrabilità fenomenica dell'uomo. Inizio ad essere molto Socratico, perché so di non sapere. Gli intellettualoidi di oggi
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