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Impressioni 23 luglio 2012 · lettura 1 min · 3145 letture

Paese del sole - rivisto e corretto

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Pozzanghere nere allargate da luglio in giù, l’aria s’è rivoltata emettendo aliti fritti, aria fresca bavosa a pioggia su tutta la piazza Pazzesca città che impreca ridendo, sfreccia il vaffa... di una procace passante schizzata da un’auto - al largo, al largo! Clacson furiosi, all’unisono riportano su la temperatura Povero pesce, mi vedo fuori da quest’acquario Non ancora fuori di me chiedo aiuto, non so a chi alle informazioni mi informano di non saperne più di quanto ne sappia io
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imprese impossibili... [io speriamo che me la cavo...]

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (6)

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Salvatore Testa23 luglio 2012

Uno scenario grottesco quello dipinto dalla nostra Autrice, che in maniera saggia sa evidenziare quei colori quotidiani che attualmente dipingono il nostro paese. Per il resto so che lei è una brava poetessa e mi informano di non saperne di più di quanto ne sappia io.

Giovanni Perri24 luglio 2012

per quanto io possa tentare un'analisi discattata del testo, uno spavento mi prende, che una di queste pozzanghere mi inghiotta mentre vi cerco un riflesso del cielo. Impresa veramente complessa interpretare Napoli: tonnellate di letteratura non bastano. Ne basta viverci, come ci vivo io, sempre in bilico tra un significato preso e uno sfuggito. La Capria scrisse in "Ferito a morte": " Napoli è una città che ti ferisce a morte o ti addormenta o tutt'e due le cose insieme." Io credo che non occorrano occhi migliori a quel pesce stranito per sentire che dalla pozzanghera al mare ci sta un attimo, e che dentro quell'attimo chi dorme può fare i sogni più belli del mondo. Brava Rita, hai scritto una bellissima poesia.

Emanuele Martina24 luglio 2012

matafore e stile originali dipingono lo scenario della società, "nelle pozzanghere" del nostro paese, bellissima, segnalo e conservo

EnzoL24 luglio 2012

spesso, anche io mi ritrovo (Roma) avvolto dal caos più totale turisti, auto che sfrecciano, vaffa a iosa, e spesso mi ritrovo soffocato, quasi fosi dentro una bolla di pazzia i tempi accellerano troppo e stare dietro a questo delirio diventa sempre più difficile grande testo

Patrizia Ensoli24 luglio 2012

Un pesce fuori dall'acquario esattamente così... Chi vive in un paese tranquillo ogni volta che si ritrova in una città veramente, si sente un alieno ... Metafore che dipingono molto bene centrano quello che sono oggi le nostre città... schiamazzi e urla d'intemperanza... Condivisa e piaciuta

Angela Fragiacomo24 luglio 2012

l'autrice non delude mai l'attesa, ogni opera una chicca, mai banale, persino nel descrivere un banalissimo temporale estivo... dando voce anche ai clacson, oltre che alla procace passante! Lirica godibilissima, con una chiusa che sorprende, strappando un sorriso!