Vene al vento
Riccardo Ruschetti
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Ho udito il vento
correre sul mare a più non posso,
disegnar di nuvole l’orizzonte
contro un cielo di marmo rosso.
L’ho visto immergersi
senza più tornare,
spargere cenere di sogni infranti
e così più intenso
andare avanti.
L’ho reso compagno
di lacrime smarrite,
che su labbra tornavan
libere
a lenir ferite.
Amico attento
nel soave soffio,
ad allietar le notti
per ogni mio graffio.
Nudo l’ho abbracciato
per gustarne la carezza,
essenza felice
svelante tenerezza.
Fugace e profondo,
saziante ogni giorno.
Vento ammaliante...
vento senza ritorno.
Così l’ho vissuto,
respirato,
fin nell’anima assorbito,
perché ruggine cadesse da
ogni atomo di cuore e
dell’inferno non sentire
più nemmeno
il lontano
sapore.
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Riccardo Ruschetti
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