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Introspezione 27 luglio 2012 · lettura 1 min · 2917 letture

Veglia

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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T’ho guardato dormire, ho sempre paura che il moto smetta di colpo poi puntuale mi sbalza quella cadenza uniforme circoscritta, elementare conto il decimo fiato uguale agli altri che verranno, la gola scende e risale per l’oscurità la bocca- fessura potrebbe dire e anche non dire di sicuro è sul punto di sputare dal sonno un germoglio o un repertorio di canzoni Invece ti volti, l’altra faccia è il retro della luna dissolvenza muta di schiena ora possiamo morire in diretta e non saperne di più
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (9)

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Paola Galli27 luglio 2012

vegliare chi sta dormendo, percepirne il battito contando i respiri in maniera quasi maniacale, aspettare che di colpo dica qualcosa o canti persino!! è un osservare minuzioso d'amore che cerca l'altro anche mentre dorme!! quasi avesse paura di perderlo nel sonno!!

Duilio Martino27 luglio 2012

"The dark side of the moon..."dei Pink Floyd... sarebbe stato ottimo brano da abbinare a questo magnifico testo... Maestra l'Autrice nel comporre i versi e soprattutto la chiusa che cala come una mannaia a SANCIRE LA FINE DELL'AMORE... forse... Ma speriamo sia solo effetto della Canicola. Grande! Fiocco e segnalo!

EnzoL28 luglio 2012

io non posso che rimanere basito dalla tua bravura il tuo stile così riconoscibile lineare nelle immagini mi lascia sempre una gradevole sensazione... soddisfazione... appagatezza...

Anna6228 luglio 2012

Una veglia piena di attese che si perdono in quel voltarsi di schiena. Ed è rammarico per non riuscire più a controllare il moto di quei respiri che ci appartengono, paura che si perdano nel sonno.

Berta Biagini28 luglio 2012

In quell’attesa molto spesso esiste anche tanta tanta paura – il pensiero vola lontano ed il panico prende il sopravvento – credo che ognuno possa interpretarla differentemente in base alla sua esperienza di vita. Così l’ho sentita.

Jade28 luglio 2012

...l'altra faccia è il retro della Luna, dissolvenza muta di schiena... bella tutta, ma mi lascia un non so che di inquieto. Piaciuta tanto.

Salvatore Testa29 luglio 2012

Fiati cadenzati che accompagnano la notte piena di attese della vegliante, attese che si perdono in quell'improvviso voltarsi di schiena. Il moto dei respiri così non può essere più attenzionato e l'inquietudine prende corpo.

Angela Fragiacomo30 luglio 2012

metafisica! introspezione da angolatura bifronte, proprio così come siamo: bianco/nero sole/luna dritto/rovescio... una volta che sia stato tutto carpito e capito, compreso... si potrà anche morire e non saperne più nulla... sino ad allora però, un gran da fare... una poetessa che sa lasciare a bocca aperta!

stelsamo31 luglio 2012

Di notte, al buio, non si riesce a prender sonno, così, nell'oscurità, ci si concentra sul respiro di chi ci dorme accanto, lo si veglia quasi dovesse smettere di colpo di respirare. La sua bocca, quasi una fessura, potrebbe emettere qualsiasi suono, rapito com'è dal sonno... fino a quando non finisce per voltarci le spalle ed allora è come se la luna ci mostrasse il suo lato nascosto. Da quel momento, perdiamo il controllo del suo respiro e...