Anelito fuggiasco

Un tormento nelle mie iridi sgomente.
Avvolto da questa notte fitta, silente.
Mi trasudo nell’effimero, il mio sogno.
Perdutamente m’evoco ... perduto sono.
Un sospirar dolore ... mio immanente.
Ti osservo l’animo tuo racchiuso ... fuggitivo.
M'accogli benevola, per ogni mio intendimento.
Un anelito dolente, nel cuor paziente.
D’ostinazione per le tue idee, ti tormenti.
L’obbligo tuo crear dell’umanità il germoglio.
L’obbligo tuo di trasmigrar il sogno, al grembo.
Copiosi pensieri mi fuoriescono, sempre più nudi.
Urlo afasico, e la mia esistenza invoco vano.
Prigioniero della mia maschera di cera sono.
Sorriso ilare il tuo, per la mia puerile giocosità.
Occhi i nostri ... costellati di aneliti fuggiaschi.
Donde si dissolvono le nostre esistenze,
donde caduco tramonta, il nostro limitato sogno.
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L'autore
Giuliano leandro loy
Scrittore di narrativa e poeta a tempo perso. Scrivevo fin dalla più tenera età, e questo vizio mi è rimasto anche nella mia maturità. Amo la filosofia e la studio, pur essendo consapevole dell'impenetrabilità fenomenica dell'uomo. Inizio ad essere molto Socratico, perché so di non sapere. Gli intellettualoidi di oggi
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