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Famiglia 9 agosto 2012 · lettura 1 min · 3228 letture

Perdono

Riccardo Ruschetti 263 poesie pubblicate
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Riecheggia quell’odore tuo ormai lontano nei cortili dei miei ricordi. Da quel tuo primo vagito il mio sangue hai catturato, del cuore mio hai preso pegno. Terra di conquista allor ne feci senza più alcun ritegno, errando tra il suo pulsar dipingendo il soffice tuo regno. Or perdono io ti chiedo, se ho saziato tua innata sete sol con fragili brandelli del vissuto mio perduto tempo. Pena ancor non esiste che sollevare sappia dal cuore mio sì glacial silenzio per simil colpa, ogni remoto mio desio. Ma un giorno, quel giorno, quando insieme mireremo l’ultimo bagliore del vespro mio, forse guisa saprai trovare per spezzare in me il greve buio in mille petali di luce, infiniti diamanti ardenti in anelata pace, quella perduta nei labirinti miei per averti lasciato crescere senza me, figlio mio.
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Riccardo Ruschetti
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Commenti (4)

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Laura Sensoli10 agosto 2012

Tristezza di errori commessi durante l'esistenza dove il perdono viene interpretato come ancora di salvezza. Mi ha molto colpito e per contenuto e per capacità espressiva!

carla composto1 novembre 2013

straziante lirica... un chieder perdone tra le righe... siamo esseri umani... e come tali tutti possiamo sbagliare bellissimi versi intrisi di sentimenti e pieni di voglia di ricominciare ...

Berta Biagini14 febbraio 2014

Una lettura da brividi che dovrebbe essere letta da molti - un insegnamento di vita da non perdere.

Carla Colombo17 febbraio 2014

Poesia che strappa l'anima, molto commovente, solo chi è genitore può capire lo strazio per aver tra virgolette "abbandonato" un figlio, ripeto, straziante e struggente!