Trenta Ottobre/2007

Scrittore di narrativa e poeta a tempo perso. Scrivevo fin dalla più tenera età, e questo vizio mi è rimasto anche nella mia maturità. Amo la filosofia e la studio, pur essendo consapevole dell'impenetrabilità fenomenica dell'uomo. Inizio ad essere molto Socratico, perché so di non sapere. Gli intellettualoidi di oggi
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Un testo poetico eccellente che scorre fluido come una ballata macabra, accentuando con un lessico gotico e crepuscolare le visioni di morte e l'angoscia dell'ultima ora. Permeato dall'idea della ferinità umana e dalla violenza cieca ed irrazionale che si accanisce contro la vittima prescelta. Un'opera di inestimabile forza espressiva.
L'Autore riesce a trasmettere, forse più attraverso i gap che alle parole stesse, seppure scolpite e fendenti come brandelli d'anima asangui, il crudo, atroce, indescrivibile sentirsi attanagliati dalla morte, senza scampo... sentirsi preda, sentirsi fine... Abilissimo!
Mi sono avvalsa della nota dell'autore per comprendere maggiormente il testo poetico. I versi scivolano fluidi, vividi lasciando trapelare tutta la loro drammatica essenza. Si rimane coinvolti e proiettati in essi proprio per la capacità dell'autore di rendere il tutto percepibile. Letta con interesse e apprezzamento, così ho voluto commentare.

