Anni sbriciolati
Riccardo Ruschetti
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Ancor conservo l’odore
di quel cancello in ferro
che mi serrai alle spalle.
Moto perpetuo,
nel mio lento morire,
sospinse
mani irrequiete
a percorrer infiniti fianchi.
Burrose perle,
lungo i campi dell’inconscio
fioriti,
raccolsi in quantità,
ma nulla giovò al petto,
se non per ungermi di
femminile delicata bontà.
Oggi,
il mai compiuto mio sapere,
ancor odora intenso di
anime assaporate, ma
nell’incavo degl’occhi
rifugio
potrà sol trovare
quella patina rosea di
letizia,
che mai
azzarderà a coniugarsi
con la mia
compiuta
felicità.
©
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