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Introspezione 11 settembre 2012 · lettura 1 min · 2928 letture

Strappi

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Si recide la scia di un ricordo l’iride è assente, un pozzo bianco per entrare nel piccolo male Così cade la testa al sogno nel mezzo e dita a grappoli stridono sulle lenzuola Verrà un rimedio per eludere il freddo un momento da corpo estraneo viso lontano, preda di forme casuali; si rimargina piano un’emozione spontanea sponda concessa allo strappo Camminiamo sui numeri delle facciate si sono sbiaditi i nomi alle strade
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (6)

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omissam11 settembre 2012

,,,,,,oramai non trovo più vocaboli trasparenti per descrivere le sensazioni che emani... so solo cdhe mi fai star bene, leggendo... ti... un encomio particolare per questa poesia...

carla composto12 settembre 2012

intensa e bella lirica velata di di tristezza... trasmette molto questa valente poetessa... a chi vuol respirare poesia... letta sempre con molto interesse...

EnzoL12 settembre 2012

la bellezza delle immagini che proponi sono sempre di alto livello, sempre ben 'cesellate' viste (in questo caso) dall'alto quasi avessi un gradino su cui poggiare i tuoi piedi ed analizzare l'emozione che poi descrivi... ermetica il giusto, lasci trasparire la sensazione nella lettura . splendida

Donatella Pezzino12 settembre 2012

Strappi che recidono il legame che ci unisce al nostro autentico io, alla nostra spontaneità, ai ricordi migliori... danno irreparabile che ci rende estranei a noi stessi... una riflessione stupenda in versi che sono un capolavoro introspettivo davvero straordinario. Plaudo ammirata, una lettura di altissimo livello.

B
Barba12 settembre 2012

Quando vorresti trattenere due occhi, e il ricordo non basta più, perché sottile il tempo recide ogni scia, allora si viene catapultati nei sogni, che confondono le acque e mischiano il nero col bianco, la luce col buio. E si cammina senza peso sulle strade senza più nome. Trasporta nelle profondità dell'emozione pura.

Fiammetta Campione13 settembre 2012

Una lirica che risplende di una luce particolare, di grande pregio. Mi colpisce la chiusa, che mi parla di un camminare alla cieca, non sapendo dove andare... facile perdere la giusta direzione quando c'è il male di vivere.