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Introspezione 21 febbraio 2007 · lettura 1 min · 4995 letture

L'unità di misura del dolore

Luca Ventura 83 poesie pubblicate
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Intreccio fra le dita corone di pensieri recito una nenia di illazioni senza senso sviscero ogni evento con perizia certosina scruto nell'abisso noncurante d'ogni rischio Pensieri di stoffa grezza ricamata d'argento tagliata in forma esatta da lame di domande riflessi sfavillanti su pareti della mente tracciano i sentieri d'un amore dilaniato Anarchiche emozioni che devastano le luci celate alla mia vista dimorano impazienti attendono l'istante razziando ogni sorriso banchettano feroci ogni favilla di letizia Il gelo del dolore inibisce ogni ripresa calcoli non spiegano distanza tra due cuori tu fiamma di cristallo forte quanto eterna rammenta della vita l'infinito circolare
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Luca Ventura

Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli

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Commenti (5)

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K
Kate21 febbraio 2007

bellissimo il primo verso ”Intreccio fra le dita corone di pensieri”. Leggendola si ha la sensazione di quanto macchinoso è il processo dell'elaborazione dei nostri pensieri. per un attimo ho avuto la sensazione di entrare in questo labirinto di pensieri, e di vedere questo mondo complicato, intrecciato, intriso di gioia e di dolore che è la nostra mente. la trovo molto bella, un testo molto scorrevole e melodioso.

O
Oliviero Angelo Fuina21 febbraio 2007

Cercare un perché... IL perché... capirne i meccanismi personali della sofferenza eppure concludere con l'irrazionalità della risposta sul giro di giostra della Vita. Bella introspezione con ottima proprietà lessicale. Al doppio settenario della prima quartina seguono quartine con minor rigidità di respiro poetico, come se il dover comunicare avesse preso spazio al mero faticoso lavoro di cesello poetico, d'incastro di lemmi. Indicativo dell'”abisso” scrutato. Ovviamente piaciuta.

A
Almina21 febbraio 2007

E' una bellissima poesia. Sinceramente ti avevo letto poco, per tempo non per volere. Ti leggerò più spesso, le corde del tuo sentire sono sulla mia lunghezza d'onda..

Massimo C21 febbraio 2007

Ecco un autore profondo, dal lessico ricercato ma senza fronzoli (e qui ti invidio) che si legge con vero piacere...

M
Maria Francesca21 febbraio 2007

luca, trovo che la tua poesia sia molto elegante ed espressiva.