Ameba d'amore
Riccardo Ruschetti
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Nell'urlo del cielo
la pioggia si getta
appesa al plumbeo
di nubi rigonfie.
Distese le braccia
mi apro ed assorbo
nettando la mente
in fondo al mio pozzo.
E’ là che ti tengo... là
ti nascondo,
disciolta nel sogno
al palo del cuore.
Dei nodi la stretta
controllo per ore,
catene scomposte
nel guscio chiodato.
Ma spesso mi perdo...
affondo suicida,
tra echi e rovine
di venti mozzati.
Ameba d'amore,
cuore tritato...
il sangue rimuore
al giogo svelato.
Pioggia più non sento,
neppure di gocce
il brivido dentro...
Così mi risali
fin sulle mie mani,
vincendo lo sguardo,
serrando la gola.
E mentre saccheggi
dell'alma lo stato...
avido respiro
l'odore tuo
così incautamente
ridestato.
©
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Riccardo Ruschetti
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