Lì
Stefano Acierno
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Risuonano passi.
Allertano i sensi.
Raggrumo gli odori.
Avverto del giallo
che brucia.
E ascolto quel treno,
mi aggrappo a quei tetti,
al sole,
a quei sassi.
E inseguo
quel gomito di strada!
Rintraccio pensieri,
raffronto quel mondo.
Ricordi...
Ed un volo.
La mia scuola era qui.
Ho un tuffo,
un aggancio.
I visi,
Le case.
I rumori.
Le tracce di un posto
che c’era per me.
Le cose diverse
che io trascoloro,
rivedo,
riascolto
da un giovane sogno.
Assorto
in un luogo lontano,
diverso da qui,
diverso da me.
Evapora l’ora
risale la gente,
sorrisi,
schiamazzi,
quelle ansie lontane,
pesanti di vita,
il germe di me,
da ragazzo.
Lontano alle palpebre
il mio straniamento
di fatti annebbiati
banali,
cruciali,
riposti con me.
Cioè solo un uomo.
Cioè un uomo solo.
Confuso,
assemblato,
disperso
quel giorno
in quel posto
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Stefano Acierno
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