Catene
Riccardo Ruschetti
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Giro per casa
e...
non capisco perché
lacrime saziano palpebre,
quel dolore
in fondo l’anima
ancora c’è.
Lo vedo
lento nell’ombra,
seduto
a fissarmi gl’occhi
abbassati,
mentre dirigo l’inchiostro
a catturar parole,
alla ricerca di ciò che in me
nascosto
è.
Dipingo voci
riecheggianti dentro,
scalpellati echi,
logorati viali,
sorrisi lontani,
profumo di te.
Mi scrolla il pensiero,
ma alcun frutto cade
liberandomi al vento.
Incatenato,
servo in ginocchio
il mio destino,
epicentro scellerato
del mio stanco
angosciato
cammino.
©
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L'autore
Riccardo Ruschetti
Commenti (1)
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Berta Biagini27 novembre 2012
E come non comprendere simile stato d’animo! Sofferenza scava dentro e noi impossibilitati a reagire. Sentitissima.

