E' il dopo
Riccardo Ruschetti
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Abbandonati
nella stretta mano sudata
del silenzio,
è il dopo.
Il vento
ha calmato la frusta
del suo gridare
nei nostri petti,
lasciandoci
alla mercè di ogni pensiero.
E’ il dopo,
dove gli effluvi
esalano
ciò che appena è stato
di noi,
l'immutata agonia del nostro sangue.
Nulla si muove,
solo soffici parole
s'affacciano su tumide labbra
indicandoci la via del ritorno.
Ma ecco,
un susseguirsi di magiche carezze
riaccendono l’indomita arsura,
precedendo ancora il nostro sacro battere
nell’incalzar del vento
che al tremar di vene
torna impetuoso,
disperdendo
voracità di pelle
in anime protese
all’anelante tocco
dell’insaziata brama.
Così vagammo
nell’’ondular di lingue
sovrapposte
di fiamme leggere,
fino al culmine,
squisito splendor
di ciò che ci attendeva
vibrante
dall’alto di una rupe,
col volto di una bimba.
©
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Riccardo Ruschetti
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