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Introspezione 6 dicembre 2012 · lettura 1 min · 2983 letture

Espansioni

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Hai visto il deserto quando non attecchisce la goccia, rovine morte, la terra spenta la nuvola d'un miraggio nuvola grigia la pancia le acque rotte e il miracolo la nascita -un'arte ribelle Quel che possiedo è la spora prolifica soffio nebulose parlanti sillabe, virgole da appuntarti alla lingua ascoltarle uguali alle mie Dov'eri quando non c'ero? il tempo insieme in un letto di indugi appollaiati come corvi sui rami la trama la rete per gli insetti ci sbattono i pensieri: usciamo, non usciamo aria, non aria Il corpo minuto nel rifugio il cubo, quattro facce bianche nessun muro
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Poesia/titolo della silloge 2^ classificata al premio di poesia e narrativa "Giovanni Descalzo" - città di Sestri Levante I edizione, 2012

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (12)

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Elena Poldan6 dicembre 2012

Leggere questo testo è lasciarsi condurre nelle espansioni prolifiche del tuo pensiero, in una costruzione che risulta affascinante e riuscitissima.

carla composto6 dicembre 2012

forte introspezione che solo un'abile e valente poetessa ci può regalare... molto apprezzata

Elle7 dicembre 2012

Espansioni che cercano di aggrapparsi a qualcosa di concreto ma poi sfuggono a qualsiasi controllo e spaziano quegli angoli di cuore ed anima, un po' senza logica dopo averne avuta troppa... e si liberano nell'aria ma poi restano intrappolate e il cubo ne riflette quella speciale gabbia... quasi un'osservarsi con giusto distacco senza tralasciare le emozioni che fluiscono... indipendenti.

radicedi647 dicembre 2012

resto impigliata sempre volentieri alla tua rete di pensieri, da mescolarci anche i miei e nutrirli a sazietà. chiusa da applausi.

elena rapisa7 dicembre 2012

Camminare nel proprio io ed espandersi. Controllare incontrollabili sensazioni e viverle con una intensità introspettiva profonda. Sentirsi il nucleo indistruttibile dell'intimo vivere. Affascini sempre

h
hy ju7 dicembre 2012

Espansioni, come variazioni, come crescite, sviluppi. Inevitabile entropìa: alcuni la chiaman vita.

Fiammetta Campione7 dicembre 2012

Letta più volte, non facile... la terza strofa mi è piaciuta particolarmente. Uno scrivere di ampio respiro, il tuo, che lascia il segno.

EnzoL7 dicembre 2012

parole che si cuciono con arte, che creano emozione 'espansione', leggerti arricchisce

Emanuele Martina8 dicembre 2012

assenza di chi dovrebbe esserci sempre, assenze che si sentono nel cuore e nell'anima, complessa e d'impatto, molto bella, segnalo e conservo

Salvatore Testa8 dicembre 2012

Profonda introspezione, un'espansione del pensiero, un ricamo pregiato di sensazioni ed emozioni pieni di fascino. Espansioni che alla fine riescono a spaziare oltre quella rete impiglia pensieri.

Duilio Martino9 dicembre 2012

Non v'è dubbio sulla maestria dell'autrice che pennella ad arte le parole... Profondo sentire e sopraffino il pensiero che spande oltre le quattro mura! Veramente bella! Complimenti!

Clara Gismondi9 dicembre 2012

Un ritmo che incalza, una vita che cresce... l'oscillare dell'essere e del non essere... Molto bella e travolgente!