Docile amore
Riccardo Ruschetti
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Supina
su verdi penombre
sfioravi il cielo
strappato di foglie.
Forte pulsava
il furtivo richiamo
su labbra socchiuse...
sospiro annunciante
quel leggero
“ti amo”.
Nulla frappose
il maliardo destino
al tocco profondo che,
morbido, affondò
con artigli affilati
nel nostro cammino.
Corolle fatate,
indelebili istanti
pinzarono ore
a monili di stelle.
E come infanti,
giocarono a rincorrersi
festose
le parole,
spalancando finestre al
tiepido sole che,
docile ed attento,
soffiò su quel fuoco
che noi chiamammo
da allora
amore.
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Riccardo Ruschetti
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