Tempesta di una notte di Giugno
Rumoreggia in bianca spuma
il mare dei miei pensieri
venendo a lambire scoglio
dello sguardo tuo ormai perso
defluendo in goffa danza
coi miei sassi levigati
dalle tue tante promesse
dalle mie cieche speranze.
È notte di mare inquieto
di vento fra i miei sospiri
spettinando quei ricordi
gran maestri del nuotare,
tagliando del faro i coni
brillando del tuo sorriso
celando fra sigarette
il ghigno di un vecchio addio.
E il tuo canto di sirena
è artiglio che ancor ghermisce
rifiuto di cera i tappi
mi lego a fumosi cerchi
tacitando insana voglia
del biglietto tuo scaduto
arcuando l'antica mente
frenando il mio nuovo cuore.
Abbaia alle onde un cane
e al sale della mia guancia
mi scuote e mi fa voltare
ai bordi della mia stanza
mi alzo dal molo sedia
e spengo anche questa notte
tornando alla terra ferma
di un corpo che mi somiglia.
©
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Commenti (3)
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S
Semplicemente Lulù16 marzo 2007
Mi spiazzi come solo tu sai fare. E mi vesti spiazzata in questa lettura. Non sono in grado di commentarti ma di carpirne l'essenza e tacita apprezzarla.
R
Roberh16 marzo 2007
le tue parole fanno vivere ogni singola emozione che ti ha attraversato quando hai partorito questo testo.come ogni volta anche in questo caso mi inchino e ti ringrazio per aver condiviso le tue sensazioni, emozionandoci! . sei un grande oliviero!
C
Chris16 marzo 2007
lo scuotimento incessante delle onde irrora la pelle grigia di salsedine della tua anima di Poeta, il luogo della tempesta esiste nell'onnipotenza celata della notte... ancora una prova magistrale Oliviero, ammiratissimo...