L'incombenza dell'alba
E' come una solitudine profonda
raccontata a un cimitero di persone
questa lenta percezione di un tempo nascosto.
Un distillato di pensieri
fatto in punta di piedi
solleticando le stelle
oppure in ginocchio
graffiando una porta chiusa
Il soffitto d'autunno
sopra il tetro palcoscenico
e poi sempre un'altra alba,
e ancora la mia mente che ha i tempi
rugosi di una vecchia.
Comodamente aggrappato a portici lastricati
di mai più - resisto alla tremenda risacca
qui, in questa beata agonia
i pensieri diventano specchi
e l'universo mi sta tutto
in una lacrima.
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Commenti (1)
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Rosita Bottigliero8 maggio 2013
Un'alba che con i suoi pensieri arriva sempre... rinascendo anche da una lacrima... .intensa...
