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Sociale 23 maggio 2013 · lettura 1 min · 3483 letture

Disagio

carla composto 850 poesie pubblicate
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Prende il sopravvento a distrazioni, ed ecco che riemerge con tutte le attenzioni. Si finge amico penetra nei pertugi più nascosti, s' insinua in passi lenti e felpati in vecchie cicatrici d'anima, mai rimarginate. A nulla vale urlare dar voce a chi non lo può fare, ad un mondo menomato e sordo. Da parte orgoglio e vanità solo aiuto e solidarietà, mentre tutto rimane nella quotidianità. Quotidianità, dietro ad un vetro appannato di una finestra chiusa, osservando la pioggia che, come i nostri pensieri, cade sempre più copiosa!
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lirica pubblicata nell'antologia Alda Merini 2016 ... per questo ne sono onorata

L'autore
carla composto

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su

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Commenti (12)

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Idalgo Visconti23 maggio 2013

Una lirica che narra la tristezza e la solitudine, la delusione, la diffidenza... lo scoramento di una situazione che mai sembra aver fine... troppo marcato lo spirito e l'anima... Piaciuta...

Rosita Bottigliero23 maggio 2013

Estraneità al sociale ... un sentirsi da parte ed isolarsi per paura di non fare bene... poetica sveviana dell'inetto, il quale non riesce a socializzare per paura... Versi affrontano tematica comune ...stilata dall'autrice con maestria e profondità. ...

Paola Vigilante23 maggio 2013

Poesia in cui il disagio (di qualsiasi tipo esso sia) in maniera subdola penetra nella mente impedendo alle ferite ancora aperte di rimarginarsi. Una critica rivolta alla società odierna che a volte è sorda nel dare ascolto a voci che chiedono aiuto e menomata della sua umanità. Suggestivo l'ultimo verso con l'immagine di questa pioggia che scende giù copiosa come le lacrime di chi vive in una condizione di disagio. Versi molto profondi, particolarmente apprezzati e condivisi.

EnzoL23 maggio 2013

il disagio in versi, che esso sia esterno o da noi stesso creato . Tumulti e copiose lacrime fitte fitte ottima

rita damonte23 maggio 2013

Il disagio sia per un qualcosa di importante sia per una banalità... quando prende il sopravvento su di noi si fa sentire... e non si trova pace fin quando non si trova la soluzione. Menomato e sordo contro la nostra volontà ci rende impassibili dietro una ---finestra--- appannata, che riflette i nostri pensieri e la nostra volontà in una piogia sempre più copiosa. Poesia riflessiva con METAFORE ORIGINALI appropriate per illustrare quel che tutto rimane nella quotidianità. Mi compli mento con l'Autrice di questa ---poesia---che immagino e credo ampiamente ---sia sorta--- ad un proposito specifico.

Sara Acireale23 maggio 2013

Il disagio può diventare una vera e propria piaga sociale quando non permette di comunicare, di relazionarsi con il mondo esterno... Penso che sia capitato un po' a tutti di provare "disagio" in certe circostanze ma quando diventa una componente della persona, può diventare un dramma. Bisogna fermarsi e riflettere, non si deve aspettare di cadere in un baratro per poi sfracellarsi... Bisogna trovare una ragione valida per uscire dal disagio, chiedendo (se possibile) aiuto agli altri. Se si agisce con tempestività e si sgombra dalla mente ciò che provoca disagio, si avrà la forza di rinascere...

Alberto De Matteis23 maggio 2013

Il disagio, in qualsiasi forma esso si manifesti, costituisce sempre un ostacolo per la propria vita privata, familiare, e per le relazioni sociali. Ed il mondo circostante sembra sordo al grido urlato per un aiuto che mai arriva e che, invece, potrebbe rimarginare tante ferite del passato non ancora rimarginate. Una bella e molto apprezzata lirica.

Paola Galli23 maggio 2013

...dietro una finestra appannata! il disagio di vivere, l'incapacità di urlare o reagire! nel bel mezzo d'un mondo sempre più indifferente e sordo! in una quotidianità che chiusa in se stessa trafigge e non aiuta!! molto intensa e toccante!

Rita Minniti24 maggio 2013

Non ascolta la ragione e né il cuore “il disagio”, quando imperterrito avanza insinuandosi come un serpente addosso ai pensieri. Non ha pietà nel sentirsi indesiderato, ma tenta in tutti i modi, riuscendoci, a creare sconforto. Condizione che non aiuta a vivere bene e che va ad intaccare punti già difficili da sopportare, momenti già difficile gestire in un mondo menomato e sordo, in un mondo che si piega all’orgoglio e all’indifferenza e che resta a guardare “dietro i vetri di una finestra chiusa in una quotidianità che fa paura. Versi riflessivi, determinati, con una punta di malinconico pensiero, stilati con accurato linguaggio e molto penetranti.

Tonia Fracella24 maggio 2013

Una poesia che descrive un fenomeno sociale... che spesso a causa di una società sorda e presa dalla vanità non porta a soluzioni, il disagio che si insinua in vecchie cicatrici d'anima in maniera silenziosa... e resta come pioggia fitta di vita senza trovare via d'uscita. Versi incisivi e toccanti.

D
Delinquente24 maggio 2013

Disagio sociale. La bibbia c'insegna "Ama il prossimo tuo come te stesso", ma l'indifferenza ci costa meno e siamo più pronti a ricevere che non a dare. bella lirica che ci da una scossa. Speriamo che serva!

Francesco Rossi29 maggio 2013

l'autrice a offrire un quadro d'insieme del disagio sociale che colpisce in modo particolare le fasce più deboli, restare oltre il vetro a guardare e non uscire per molti è diventata purtroppo una amara realtà; un monito per chi è costretto a osservare senza partecipare attivamente che spinge alla conoscenza, alla lettura, comunque a un modo che solo un libro a volte può dare per non sentirsi esclusi e ancor più per comprendere che l'isolamento è uno stato al quale molti vogliono farci arrivare per agire indisturbati.