La casa

Il fumo fuoriesce dal comignolo,
il crepitio del fuoco nel camino
I rintocchi del pendolo,
che mi scandiscono il respiro
Lo sguardo nel vuoto,
il pensiero nel ricordo
Questa casa mi parla
di sogni evanescenti
Pulviscolo accatastato
di vita presente, di passato
Questa alcova che in me,
grida afasica
una incomposta realtà
L’animo mio interdetto,
diroccato tra queste mura
Ripongo lento, in ordine,
nel ricordo esistenziale,
frammenti di storia
tracimati dalla umana follia
Piango lacrime
in versi strozzati,
di inesistente poesia.
©
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L'autore
Giuliano leandro loy
Scrittore di narrativa e poeta a tempo perso. Scrivevo fin dalla più tenera età, e questo vizio mi è rimasto anche nella mia maturità. Amo la filosofia e la studio, pur essendo consapevole dell'impenetrabilità fenomenica dell'uomo. Inizio ad essere molto Socratico, perché so di non sapere. Gli intellettualoidi di oggi
Commenti (2)
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elena rapisa25 maggio 2013
Si vi sono case che sono il nostro scrigno di vita dove il fiato dei giorni che furono e che saranno ci sono di compagnia e nutrimento. Ed è pure un mio sentire.
Grazia La Gatta25 maggio 2013
Espresso molto bene in versi la sensazione che, a volte, si prova entrando in alcune case; ci si immerge nella sua aria e i muri ci parlano del suo vissuto. Complimenti all'autore che è riuscito, con versi ben stilati, a trasmettere queste emozioni.

