Ho rubato
Riccardo Ruschetti
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Un istante
ho rubato
sussurrando il tuo nome,
un istante
divenuto infinito
ad ogni lettera marchiata,
macchiata dal cuore.
Colori gettati,
sanguina la tela
rabbiosa d’incompiuto,
fresca ancor trema
di ferite spatolate,
di ogni voglia
sfidante il cielo
abbattuto.
Oltre le barriere degl’occhi
ti ho guardato
ignaro di guardarti,
inaspettatamente fiorita
fra dita
impolverate
di folle ardore.
Ho rubato
il tuo nome,
l’ho nascosto
lontano da te,
nel buio, ora
il più vicino possibile...
dentro me.
©
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L'autore
Riccardo Ruschetti
Commenti (1)
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Francesco Rossi11 luglio 2013
Hai custodito un sentimento rubandolo all'egoismo e la poetica su questo filone suggestivo del rapire si snoda brillantemente.

