Post scripta
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Nel mezzo c’è il mio mondo
lunga cartavelina sfiancata di trasparenze
Di cosa mi vesto oggi?
non so i colori durevoli dell’estate
per allungare viste da occhiali scuri
All’est nasceva tutto, qualcosa mi viene dietro
il seguito è nei cespugli di confine, un andare andare
tra braccia uguali a Dio
E' luce o scia a dislocare i giorni?
Come cammino si accantonano paesaggi:
la foto è asfittica -teme il confronto
il parlato sbiadisce (fermo al sonoro)
Se all’improvviso la carta invecchia,
anche lo scritto va
(si può dire! scripta non manent)
Umidi appunti nella buca delle lettere
dal postino megalomane accatastati
senza chiave - Qualche parola importante
sarà marcita di dolore -
Rileggerei la posta, se non avessi
un tale falcetto
piantato dentro la memoria
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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nemesiel12 luglio 2013
C'è un corpo centrale declamato con un lieve impercettibile sorriso... amaro, dove ogni possibilità di lasciare traccia di noi appare impresa impossibile, ostacolata dall'evidente supremazia del reale. Dolorose le strofe finali... impressionante quella parola "marcita di dolore "...
EnzoL14 luglio 2013
il parlato sbiadisce (fermo sonoro) Se all'improvviso la carta invecchia, anche lo scritto va . grandezza e versi di alto livello, leggerti arricchisce!


