Volando te
Riccardo Ruschetti
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Gabbiani d’acciaio
rigano cieli in
geometriche rotte
tra flutti rocciosi,
ruvide carezze
ritagliate d’azzurro
e socchiuse palpebre
impregnate
di candidi sbuffi
raggomitolati.
Come fragile foglia
sfioro linfa di sole,
attorciglio pensieri
abbracciati in piccole funi
d’acqua e sete
intrecciate
tirandole a me,
per vedere
dall’altro capo
cosa c’è.
Aquiloni colorati
tracciano la tela
di sorrisi e sospiri
impreziosita,
pelle
tutt’intorno freme
mai dal fuoco
inaridita.
Forse matto sarò,
non so...
certo è
comunque sia
che poco in là
seppur lontana
questo filo
m’aggancia a te,
giurando
ancor fresco
sapor di cielo
dentro me.
©
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L'autore
Riccardo Ruschetti
Commenti (1)
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Annamaria Barone16 luglio 2013
fatta di sottili trame di seta, di fili legati ad aquiloni, di graffi che non fanno male, questa lirica è di dolcezza infinita, avvince ed incanta, accompagna il lettore in un mondo ch teso tra un filo e l'altro tra il te ed il me. Bella.

