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Sociale 16 luglio 2013 · lettura 2 min · 1572 letture

C'era una volta il futuro dei giovani

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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La disoccupazione giovanile? E’ il nostro più drammatico problema dell’attuale vivere civile ed è per questo che il governo trema! Il tricolore è diventato bianco, il classico colore della resa e il giovane, oramai, si sente stanco di vivere per sempre nell’attesa! La disoccupazione è contagiosa, riguarda pure tutti gli operai, in questo caso è alquanto perniciosa, perché in pensione non ci andranno mai! Se i giovani non trovano lavoro per il ricambio generazionale, l’Italia perderà pure il decoro, di conseguenza ... è crisi nazionale! Parlare di politica, oggigiorno, è perdersi in un vasto labirinto, la strada, quella giusta, del ritorno è un compito affidato al nostro istinto! Parlare del governo, ... è tempo perso, sappiamo dei passati disaccordi, un dialogo fra sordi, ... controverso ... da non trovare i dialoghi e gli accordi! Intanto il tempo passa ed i ragazzi che sono diplomati o laureati, s’aggirano nel buio come pazzi, s’accodano ai già ... disoccupati! Per loro, adesso, non c’è più futuro, in molti vanno all’estero, col cuore che lacrima! Di fronte all’insicuro ... abbracciano un Paese protettore! I giovani che sono la bandiera del nostro, imprevedibile, domani, si guardano negli occhi fino a sera, ...per colpa dei politici nostrani! Persino la chimerica speranza, ch’è sempre stata ... l’ultima a morire, ormai ha perso pure d’importanza ... ... pei giovani c’è solo ... da soffrire!
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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (4)

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Antonella1717 luglio 2013

tema sociale purtroppo molto reale e pressante. Stiamo togliendo la vita e i sogni ai nostri ragazzi... e tutto questo crea solo dolore e insofferenza che spesso sfocia in atti cruenti... grande riflessione a seguito della lettura della tua poesia.

elena rapisa17 luglio 2013

Una realtà che si allarga a macchia d'olio e sta diventando insostenibile. Viene quasi da dire" meno male che la mia vita l'ho avuta" il che è veramente triste e distrugge quell'ultimo barlume di fiducia che ci dava la speranza di migliorare il futuro dei nostri figli. La forza della giovane Italia soccombe stretta dalle fauci fameliche di individui senza morale e senza capacità. Il grido del popolo non viene ascoltato e subiamo solo ormai zombi alla loro mercè.

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Mariasilvia17 luglio 2013

Sapientemente espresso il problema giovanile del lavoro. Il viaggio per ottenere un risultato ha una strada lunga... le speranze sono scarse ed è qui che nasce il mal di vivere male... Come sempre il poeta concentra la sua penna in versi e tematiche di alto spessore. Molto apprezzato contenuto e forma!

Salvatore Masullo19 luglio 2013

Nulla da eccepire, una realtà ben rappresentata a 360°. Vera e amara l'affermazione che i nostri talenti vanno fuori a lavorare: chi può dar loro torto? Parecchi mei giovani colleghi hanno già lasciato l'Italia e altri intendono farlo. Un futuro nel nostro Paese che vedo sempre più lontano... Belle e amare considerazione, molto ben riportate... Piaciuta!