C'era una volta il futuro dei giovani
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (4)
tema sociale purtroppo molto reale e pressante. Stiamo togliendo la vita e i sogni ai nostri ragazzi... e tutto questo crea solo dolore e insofferenza che spesso sfocia in atti cruenti... grande riflessione a seguito della lettura della tua poesia.
Una realtà che si allarga a macchia d'olio e sta diventando insostenibile. Viene quasi da dire" meno male che la mia vita l'ho avuta" il che è veramente triste e distrugge quell'ultimo barlume di fiducia che ci dava la speranza di migliorare il futuro dei nostri figli. La forza della giovane Italia soccombe stretta dalle fauci fameliche di individui senza morale e senza capacità. Il grido del popolo non viene ascoltato e subiamo solo ormai zombi alla loro mercè.
Sapientemente espresso il problema giovanile del lavoro. Il viaggio per ottenere un risultato ha una strada lunga... le speranze sono scarse ed è qui che nasce il mal di vivere male... Come sempre il poeta concentra la sua penna in versi e tematiche di alto spessore. Molto apprezzato contenuto e forma!
Nulla da eccepire, una realtà ben rappresentata a 360°. Vera e amara l'affermazione che i nostri talenti vanno fuori a lavorare: chi può dar loro torto? Parecchi mei giovani colleghi hanno già lasciato l'Italia e altri intendono farlo. Un futuro nel nostro Paese che vedo sempre più lontano... Belle e amare considerazione, molto ben riportate... Piaciuta!


