Le sere delle rose

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
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una star della strada, delineata con grande maestria attraverso versi lucidi, graffi ed incisioni a parola. G r a n de
illusioni in una camera d'albergo... musa artista ...solo per quell'attimo intensa lirica forte ed incisiva... per un momento mi ha ricordato guttuso...
a volte una musa a volte un casa e ristoro di sicuro un luogo dove è possibile l'amore o l'illusione, forse a volte basta belli ssima,
Versi graffianti e dolorosi dove si mette in risalto colui che si sofferma solo alla superficie di un corpo, dove si cerca della donna solo l'oggetto senz'anima e senza testa.
La donna usata come un libro che non si sa leggere. Incontrata per la strada, perla di strada che si spreme come un'arancia neppur sbucciata... La musa che non canta canzoni e piange la sua "presenza"... Una lirica impregnata di dolore dove esiste solo la morbidezza della carne. Superlativa è l'aggettivo completo.
una tela di versi, complessa ed articolata, persancire il dolore della donna, la donna illusa, tradita, messa da parte, dolore rappresentato da versi intensi, molto bella
La porta sbiadita dal nobile pianto logorata dagli uomini accarezzata dal vento. Lo scrigno confuso fra il manto di stelle Era la schiava di mille suoi amanti. Una mente sognante fra mille rimpianti. Occhi spenti all'amore una Dea sbiadita nei rancori. Peccaminosa e fragile rosa alla vita senza spine. Bellissimi e reali versi di malinconia, spesso non si guada il male psicologico che l'egoismo umano causa, ai borghi di vita. Giuseppe






