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Impressioni 12 agosto 2013 · lettura 1 min · 2886 letture

Ombra di Kafka

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Immagine ferma le case sono tornate bianche guance di calce senza lacrime il ticchettio risuona asciutto nocche inquiete vanno a scandire rabbia in mancanza d’altro - che amore sarebbe quello indiscriminato - qualche fobia insiste: s’immagina il tentacolo percorrere a fior di pelle la follia daltonica si tinge di strappi apre finestre sui burroni C’è un punto in cui lo scarafaggio torna ad essere uomo spiega -la realtà non si sopporta se non da altre prospettive
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (6)

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Stefano Drakul Canepa12 agosto 2013

una fantastica interpretazione dell'arte del grande Kafka, parole veramente magiche che, sono sicuro, lui avrebbe apprezzato ...immensamente b e l l a

Aldo Bilato12 agosto 2013

la musicalità e il ritmo impresso ai versi nella prima strofa, ha del prodigioso il riferimento a Kafka, lo avverto più come un invito a cercare di capire non la poesia nel dire... piuttosto un monito all'umanità che dovrebbe guardare il mondo da prospettive diverse...

Alessandro Altieri12 agosto 2013

Un introspezione/riflessione che colpisce per stile e interpretazione... i miei più sinceri Complimenti...

carla composto13 agosto 2013

forse la brava atrice ci invita con questa meraviglia ad aprire i nostri orizzonti a non fossilizzarci... a vedere il mondo in altre prospettive... l'accostamento con il grande Kafka é stato eseguito ad opera d'arte...

massimo turbi14 agosto 2013

le tinte color porpora nei silenzi attoniti di velate fobie piangenti m'accorsi di lunghe ombre profumate di incensi orientali velate nel mormorio di pagane assenze che non so dimenticare sono le strade buie percorse da squallide figure di ominidi senza fegato che girano gli ongoli come scarne figure di pezzenti che elemosinano sorrisi ridacchianti di becere individui misero me che nacqui tra le grida partorienti di una madre avanzata nell'eta concepito nella noia settembrina dove non fui desiderato e abortito nel cuore di Dio che mi vollle in questa terra di mezzo per espiare le colpe dell'ignoto come unico fardello al dolore

nemesiel15 agosto 2013

Nella chiusa la chiave d'accesso di una poesia complessa e profonda... Kafka aleggia ma l'autrice va oltre, superando il dubbio.