Frantoi e frantumi
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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La passeggiata notturna
sotto gli ulivi, di calma nera
morti d’immobilità
nessuna bacca cadendo
testimonia ch’è rimasta una goccia
di vita fluida, di un sé brillante
-eppure a breve gli opifici
saranno zeppi di odori acri
spremuti all’osso
in maniera scientifica
Dov’eravamo?
all’aureola del cielo color viola
che sovverte l’astronomico gioco
Non abbiamo niente a che fare
con la scienza
mentre il buio è fisso
fisse le intenzioni di pungerci
gli sguardi –hai visto com’è
appuntito il passato?
Un roditore dall’occhio clinico
guarda e schernisce, rompe l’aria
alzandoci un grido dalla polvere
tentiamo nei sassi rumorosi
nei passi un cenno d’esserci
e il filo spinato fa per contenere
da presa apparente
protegge, graffia
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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carla composto21 agosto 2013
un guardarsi intorno con occhi sinceri... non possiamo mentire a noi stessi, un rivedere il passato non troppo indulgente... tutto questo in splendide metafore... versi incantevoli... spero di aver dato la giusta interpretazione
Silvia De Angelis30 agosto 2013
Espressività e originalità in questi inconfondibili versi, che accentuano lo stile dell'autrice... Poesia molto apprezzata


