Piaghe di strada

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Quante volte quegli angoli bui, dall'odore un po' forte si lasciano marcire sotto il sole cocente o il gelido freddo. Una triste realtà di chi vive la strada abitandoci senza possedere più nulla. Una dignità pagata a caro prezzo sotto migliaia di occhi e gambe che aggirano il fastidioso ostacolo... eppure confido in coloro che si fermano, che li aiutano, confido nel buon cuore che vive in noi... basterebbe mettersi al loro posto...
Davvero il dolore è l'unico compagno, che pur preserva la dignità in quel sentire aspro di essere creatura umana, che né l'abito logoro né l'indiffererenza altrui potranno mai cancellare; direi che il dolore rafforza quella dignità interiore che è solo un'ombra evanescente in chi pasce il proprio ego annullando ogni unìmana solidarietà . l'autore, che in toni pacati riesce a raggiungere corde profonde da cui si alza un grido di ribellione e vergogna ...
Un monito per tutta la comunità che si dimentica troppo spesso delle condizioni di coloro che vivono un esistenza di dolore e indigenza. L'impressione che ho sempre avuto nei loro confronti è legata ad una perenne mancanza damore piuttosto che di beni materiali.
Vivere ai margini ed essere dimenticati. Un richiamo da parte del poeta verso tutti noi per aprirci alla solidarietà da compiere concretamente. Un monito in versi di grande impatto.
Difficile rimanere insensibili a simili verità – colpita in particolar modo dalla terz’ultima strofa dove credo che tutti noi possiamo benissimo rispecchiarci. Brividi che arrivano al momento sbagliato, speriamo di ricordare questi versi in avvenire, nel momento in cui il nostro sguardo cercherà altre strade. Sentitissima.





