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Sociale 29 agosto 2013 · lettura 1 min · 5437 letture

Piaghe di strada

Riccardo Ruschetti 263 poesie pubblicate
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Spalle ricurve, il viso offro alle ginocchia sbucciate, adorno di barba e rughe di fetido odore piagate. Invisibili coscienze sfilano, invisibile io rimango tra occhi di pietra che nelle mie vesti vedon solo fango. Fedele il dolore umiliando sostiene, tra notti senza casa e sguardi frettolosi dal freddo ripara. Consunto il cencio marchiato d'ombre lascia spazi alla mente provata per quanto s'è perduto, per quanto s'è mai trovato. Spalle ricurve, lo sguardo non alzo se non per un sorso rubato dal sapore d'asfalto. Solo mani annerite da una vita puttana o in cerca d'un gesto di cuore la cui pietà chiama. Umide luride mani di notte macchiate lacerano prima che il buio cali ricordi di giorni color strada che mai nessuno reclamerà.
#Strada#Uomo#Depressione#Aiuto#Solitudine
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...quante volte, refrattari, facciamo finta di non vedere le parti più buie delle strade dov'è nascosta una verità che non sempre è la più insana...

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Riccardo Ruschetti
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Commenti (5)

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Elle29 agosto 2013

Quante volte quegli angoli bui, dall'odore un po' forte si lasciano marcire sotto il sole cocente o il gelido freddo. Una triste realtà di chi vive la strada abitandoci senza possedere più nulla. Una dignità pagata a caro prezzo sotto migliaia di occhi e gambe che aggirano il fastidioso ostacolo... eppure confido in coloro che si fermano, che li aiutano, confido nel buon cuore che vive in noi... basterebbe mettersi al loro posto...

Davvero il dolore è l'unico compagno, che pur preserva la dignità in quel sentire aspro di essere creatura umana, che né l'abito logoro né l'indiffererenza altrui potranno mai cancellare; direi che il dolore rafforza quella dignità interiore che è solo un'ombra evanescente in chi pasce il proprio ego annullando ogni unìmana solidarietà . l'autore, che in toni pacati riesce a raggiungere corde profonde da cui si alza un grido di ribellione e vergogna ...

Massimiliano Moresco29 agosto 2013

Un monito per tutta la comunità che si dimentica troppo spesso delle condizioni di coloro che vivono un esistenza di dolore e indigenza. L'impressione che ho sempre avuto nei loro confronti è legata ad una perenne mancanza damore piuttosto che di beni materiali.

Francesco Rossi29 agosto 2013

Vivere ai margini ed essere dimenticati. Un richiamo da parte del poeta verso tutti noi per aprirci alla solidarietà da compiere concretamente. Un monito in versi di grande impatto.

Berta Biagini17 gennaio 2014

Difficile rimanere insensibili a simili verità – colpita in particolar modo dalla terz’ultima strofa dove credo che tutti noi possiamo benissimo rispecchiarci. Brividi che arrivano al momento sbagliato, speriamo di ricordare questi versi in avvenire, nel momento in cui il nostro sguardo cercherà altre strade. Sentitissima.