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Dialettali 11 settembre 2013 · lettura 1 min · 3146 letture

Nun Te... Vergognà

carla composto 850 poesie pubblicate
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E daje 'n te vergognà si te viè da piagne lascete anna, 'n è segno de virtà o de debolezza. Piagni si te fa' bene, nun è cosa da poco perde er lavoro dall’oggi al domani e sentisse 'n corpa, pe stà società 'n fame. Dovè guarda li fij 'n faccia, scherzà e soride e faje la linguaccia, giocà co loro senza faje intende, so creature 'n centreno gnente. Sta tranquillo continua a riccoje carta con dignità, er pane che je dai da magnà, è sicuramente più bono, de quello che rubba en cià 'n ...da fà!
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immag. web Sociale ...scusate alla fine ho messo dei puntini al posto di una parola solo per educazione ... ma voi capirete e leggerete giusto grazie

L'autore
carla composto

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su

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Commenti (11)

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Sara Acireale11 settembre 2013

Dai non vergognarti, piangi pure se vuoi... Hanno sempre detto che un vero "uomo" non deve piangere. Trovo questo alquanto sbagliato, il pianto è liberazione, è sfogo... Le lacrime leniscono il dolore causato da una società ingiusta verso i più deboli e indifesi... Le lacrime sono liberazione e catarsi...

Poesiaerre11 settembre 2013

Lacrime strette nei pugni di mani callose... dolore d'un padre... una morsa al cuore. Ma Onore intatto di quest'uomo a differenza di altri come ...descritti nella sagace chiusa

Rosita Bottigliero11 settembre 2013

Molto attuale... bella in dialetto... ...versi apprezzati e profondi... compl. ti

Alberto De Matteis11 settembre 2013

Non devi vergognarti di piangere e ciò non è segno di debolezza; il tuo pianto serve per liberarti da un peso che molto spesso la società di oggi non riesce a togliere. Versi scritti con il cuore e tanta verità.

D
Delinquente11 settembre 2013

Commovente toccante bella poesia in vernacolo, di grande attualità purtroppo, come al solito per colpe di governanti incapaci i più deboli pagano e pagano l'innocenti figli loro. Siamo una società fallita!

Rita Stanzione11 settembre 2013

E' retaggio culturale che non si mostri il pianto. Molto bella la poesia così come espressa nella forma dialettale...

Donato Leo11 settembre 2013

Leggendo questi versi mi è venuta la pelle d'oca. Piangere certamente non è debolezza. E' l'animo umano che trova una valvola di sfogo. Mai vergognarsi.

Francesco Rossi11 settembre 2013

Una grande emozione pervade il mio cuore nel leggere versi così spontanei. L'autrice nel suo dialetto romanesco de Roma si disimpegna alla grande ne sarebbe onorato mio suocero che nonostante i pochi anni vissuti a Roma non ha mai perso il particolare accento romano.

Silvia De Angelis11 settembre 2013

Piacevolissimo vernacolo, molto ben strutturato dall'autrice, in una sequenza di bei versi, molto graditi alla lettura...

Fiammetta Campione12 settembre 2013

Con una buona dose di ironia (amara) spesso si riesce a sdrammatizzare le situazioni, l'autrice ci riesce benissimo con versi divertenti e tanta solidarietà.

Gianna Occhipinti12 settembre 2013

Un vernacolo che affascina e solletica un piacevole incontro con la lettura di questi versi. Davvero molto apprezzata!