Soli, non per scelta

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la solitudine non è mai una scelta è una costrizione di vita, una prigione di silenzio, ombre, ricordi difficile dimenticare ciò che ci ha segnato, un destino con la sua croce di tristezza, malinconia ed echi di parole, stupende e profonde come quelle di queste tuo versi in cui ben descrivi quel mare di ghiaccio do ve le nostre emozioni sono onde a solfeggiare l'immensa vastitàua del nulla in tutta la sua purissima essenza, apprezzata
Mirabilmente l'autore descrive la condizione di forzata solitudine. Mi piace come nel secondo verso Riccardo riesca ad imprimere a questa condizione una singolare desolazione, dove anche i suoni della vita fuggono dall'orizzonte dell'essere umano. Una chiusa che rende bene l'idea e che sensibilizza su una condizione la cui tristezza sembra un mare di nera calma senza più onde.
La solitudine imposta da diverse cause, ma su tutte regna sovrana l'indifferenza del prossimo, anche quello che per legami naturali non dovrebbe mai macchiarsi di una simile infamia. La solitudine regna anche dove tutto è apparenza e si maschera d'ipocrisia, nell'incapacità dell'ascolto del cuore. Forse ci fu un tempo passato che felice ci propone la memoria, ma rifugiarsi in esso non sempre addolcisce il dolore di un presente cui sono state falciate le radici. e come descrive mirabilmente l'autore, doloroso e vacillante è un viaggio senza meta, un dolore che non si consola in una prospettiva di futuro
La solitudine approda sempre in deserte isole dell'anima, ne fa sofferenza e delusione... versi decisamente mirabili. L'autore descrive le tappe del vivere umano nello sconforto... apprezzata
musicale lirica ricolma di echi e pensieri pesanti dettati dalla solitudine. Grande emozione alla lettura. complimenti
Quando ci si sente abbandonati senza una ragione plausibile per il nostro cuore ecco che la solitudine diventa una piaga. Una ferita che non si rimargina perché infetta da chi non coglie le esigenze del suo prossimo. Un sentire intimistico che denota la nobiltà d'animo e generosità verso il vicino. La poetica altamente espressiva si pregia della capacità dell'autore di verseggiare in modo che la percezione arrivi ai lettori delle sue poesie.
Subito mi è passato davanti agli occhi una mirìade di vecchietti abbandonati là, senza un minimo d’amore, soli con i loro pensieri che vagano in un passato non poi tanto lontano. Purtroppo la solitudine incatena anche la gioventù che si ribella in più maniere annullando anche se stessa.
Molto sentita, talvolta la solitudine ha un potere rigenerativo, quello di permetterci di riaffacciarsi sul sentiero della vita, ma i questo caso... vivere questi innumerevoli momenti, infiniti come la sofferenza e vedere riflessa, quando ci si guarda allo specchio... l'immensità di sguardo solitudine. Sospesi nel proprio mondo e allo stesso tempo incapaci di adattarci ad esso... consumandoci lentamente...
C'è la solitudine che accoglie la pace, luogo sovrano dello spirito sereno e poi "l'altra solitudine"... quella che non si sceglie ma arriva come condizione in cui è doveroso vivere e manca l'aria, manca l'ossigeno, manca la gioia. Si sprofonda in un vuoto incolmabile di tristezza pura e spesso si vive la doppia vita: quella fuori alla mercè di tutti presentandola sul vassoio di un'appagante felicità e quella meno visibile, vissuta dentro sconfinando e toccando il "baratro" dell'esser soli, indifesi, fragili e bisognosi... e col passare del tempo ci si annulla, consumandosi e perdendosi...









