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Sociale 12 ottobre 2013 · lettura 1 min · 1629 letture

Un sogno nell’abisso marino

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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Non c’ero, ma li ho visti morire, li ha inghiottiti l'abisso marino incontrando un triste destino quando il sogno pareva vicino. Non c’ero, ma li ho sentiti gridare avevano paura del mare, disperati chiedevano soccorso, qualcuno provi ora rimorso. Anelavano ad una libera vita nell’abisso purtroppo è finita, avevano un sogno nel cuore, è svanito con immenso dolore. Lampedusa è bella, accogliente, da sola è davvero impotente, è un’isola tanto ospitale, da sola soccombe col male. Siamo tutti esseri umani, sentiamoci lampedusani, se restiamo insieme ed uniti avremo ancora un domani!
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L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Commenti (4)

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Sara Acireale13 ottobre 2013

Commozione pura ho provato leggendo questa lirica di alto spessore sociale. Purtroppo non si riesce a capire che queste persone scappano da situazioni drammatiche per venire a trovare la morte sulle nostre coste. Adesso se ne parla tanto, i politici vanno a Lampedusa, anche Barroso c'è andato assieme a Letta, si pronunciano parole di circostanza ma in pratica cosa si fa per arginare il fenomeno? Cosa si fa per non permettere a degli scafisti immondi di non arricchirsi sulla pelle di esseri umani? Ci siamo mai chiesti il PERCHÈ queste persone scappano vendendo tutti i loro averi e incuranti della fatica di un viaggio in barconi fatiscenti? Ci pensino i governi europei e spero che le coscienze siano finalmente scosse.

D
Delinquente23 ottobre 2013

Qualcuno un giorno disse "portiamo loro il lavoro o verranno a cercarselo" niente di apocalittico, se non ci fosse di mezzo il mare e se i loro senatori avessero cercato industria invece di comprar armi, ma la pace e il lavoro non rendono gloria e danaro

Angela Schembri3 settembre 2015

Poesia molto profonda quanto profondo è il mare che li ha inghiottiti ... tanti ... spesso ... donne, uomini, anziani e bambini che hanno pagato con tutto quello che possedevano in cambio di un sogno, solo un lecito sogno, il garantire un minimo di dignità a se stessi e ai propri cari ma ahimè, il baratto era solo la spesso inevitabile morte. Ora a circondarli è la disperazione, la desolazione, il provato dolore per chi non c'è e non ci sarà più. Tragedie così ENORMI non devono passare inosservate e ripetersi a causa di gente priva di scrupoli che per lucro distrugge la vita di chi muore e di chi resta. Veramente una bella lirica di toccanti versi. Complimenti per la bravura.

Melina Licata4 settembre 2015

E purtroppo si la situaziona è peggio di prima, le sciagure sono diventate quotidiane in quest'esodo di massa ... E' davvero un spostamento di profughi epocale, un'emorragia di gente che non si riesce a fermare, tanto da far arricchire gli scafisti e altri delinquenti che speculano senza ritegno e senza pietà... Bellissima riproposta sempre attuale!!