45 lettori online · 355.924 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale carlacomposto.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Dialettali
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da carla composto
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Dialettali 28 ottobre 2013 · lettura 1 min · 3254 letture

Come... Struzzi

carla composto 850 poesie pubblicate
+ Segui
A vorte me viè da penza, perché tanta cattiveria senza ‘n pizzico de umirtà, ma che c’he proveno a fa der male a gente che ‘n centra gnente, poi come struzzi nasconneno la testa sotto tera. Se senteno più forti a fa l’arroganti co’ chi ‘n ze po’ difenne, ‘sti vigliacchi eppuro c’hanno moij e fije. E si quarcuno facesse co’ loro er prepotente. So’ sicura che ‘sti ‘n fami prima o poi troveranno pane duro pe li propri denti, magara ‘n omo vero cor quale nu ‘n potranno fa’ l’inzolenti. E così ‘sti abbietti co’a coda tra e gambe pagheranno er dovuto tribbuto, co’ tanto de ‘n teressi!
♥ 0 💬 15
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.

immag. web ...cattiveria gratuita...

L'autore
carla composto

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su

Tutte le opere →

Commenti (15)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Silvia De Angelis28 ottobre 2013

Un simpaticissimo vernacolo, d'accattivante lettura, per le profonde riflessioni a cui induce... Poesia piaciutissima

D
Delinquente28 ottobre 2013

In questo mondo di prepotenti spesso chi alza la voce è un vigliacco dalla coda di paglia, ma non poniamo le nostre speranze nel vendicatore della notte, uniamoci e gridiamo più forte di loro

Cinzia Gargiulo28 ottobre 2013

Ahimè, la cattiveria gratuita purtroppo è molto diffusa e trova terreno facile nei confronti dei più deboli, ben lo sottolinea l'autrice con questa lirica dialettale che offre una lettura gradevole per musicalità e dal contenuto ricco di spunti di riflessione.

mi sembrava arrivasse un'eco di Trilussa tra dialetto e sarcastica ribellione, veramente notevole per la traslazione di un argomento sempre attuale in una bella e indignata poesia resa efficacissima e popolare dal dialetto romanesco

Rosita Bottigliero28 ottobre 2013

Versi che esprimono rabbia... la. cattiveria è sempre in agguato... Bella in vernacolo... compl. ti

Tonia Fracella28 ottobre 2013

La cattiveria gratuita purtroppo è spesso frequente nel mondo... e non si sa bene il perché, ma forse un giorno queste persone così esuberanti si scontreranno con un'altra realtà più forte di loro... Che si spera li porti a capire il male che fanno. Poesia efficace, riflessiva e intensa. Complimenti

Francesco Rossi28 ottobre 2013

Rende e come se rende in dialetto Romana de Roma. Quanta eabbia giustificata in questa composizione poetica.

Riccardo Ruschetti28 ottobre 2013

Il dialetto romanesco da sempre..."me fa ride"...anche quando tocca temi delicati come questo dove c'è ben poco da ridere! Non posso quindi non apprezzare questo "equilibrio" dato dall'autrice nel Suo manifestare... e circa il tema affrontato... per me prima o poi... i nodi al pettine verranno per tutti!

Rita Minniti28 ottobre 2013

Da sempre le poesie in vernacolo hanno il loro fascino. E l'autrice, con sagace ironia, ha saputo con stile e percezione scrivere di un argomento duro, vero e sentito, in quanto nella società ce ne sono molti di questi individui. Persone che non hanno scrupoli, persone che, o prima o poi, è bene che abbiano il buon servito. Simpaticissimo ogni passaggio, sebbene corroso dalla rabbia, e ben stilata nel pensiero e nella forma.

Donato Leo28 ottobre 2013

Quante persone ti fanno del male gratuito e, poi nascondono il viso, proprio come gli struzzi, non per la vergogna, ma per non essere riconosciuta.

Grazia La Gatta28 ottobre 2013

Bella poesia in vernacolo, versi scorrevoli; tema "la cattiveria" trattato magnificamente in modo ironico... purtroppo, cattiveria, ce n'è troppa e non esiste insetticida che la debelli. Complimenti.

Salvatore Masullo28 ottobre 2013

Scanzonata, appassionata, coinvolgente e paladina de' tutti 'sta composizione che me' fà venì li brividi sulla pelle a leggerla. Me' fà ricordà certe scene de' Roma antica, quanno se' cantava senza tenè na lira e quello che contava era la dignità delle brave perzone, gli omini veri, i veri sentimenti, per dirla col tuo idioma e coi tuoi sentiti versi. Me sei piaciuta tanto che te lo voglio di quà sopra, farlo sapè ai quattro venti, perché io nun so' come certuni, io non so' 'no struzzo, io so' 'n omo vero e, come te, nemmeno io sopporto l'inzolenti!

simpatica nel vernacolo dona i timbri giusti ad una espressione come la cattiveria che esubera le sfaccettature nascondendosi poi come struzzi con la stessa disinvoltura, per evitare la stessa insolenza,,,che gli renderebbe la pariglia, bella e magnifica Poesia dal tono poetico superlativo.

Poesiaerre29 ottobre 2013

La cattiveria umana... l'omaggio che ci dona la vita senza alcuna richiesta da parte nostra. Per sdrammatizzare mi rifaccio al tono ironico dell'autrice ...Mi sembra di abitare in un allevamento di struzzi ormai!!!

Fiammetta Campione29 ottobre 2013

una bella lezione che condivido pienamente in un simpatico vernacolo, facile prendersela coi più deboli, per poi diventare vili davanti a chi è più forte