Parabola ascendente di Mirto Colvazzi
La mano era quasi racchiusa,
con un pugno di terra e un pugno di stelle,
negli occhi il dolore e la consapevolezza del limite,
lo sguardo era spento,
visibilmente angariato,
dal peso dell'età e dai pensieri contorti e sinuosi,
la fronte corrugata era diventata una pista di atterraggio,
non più di decollo per le sue aspirazioni.
Sembrava un icona ed era solo un relitto,
residuo di una grande tempesta,
che lo aveva sconquassato e derubato.
Non aveva niente e nessuno ma quando chiuse gli occhi...
e si trovò davanti a Dio pianse,
come non aveva mai fatto e di tutta, tanta, tristezza,
rimase un piccolo fiore viola,
piantato per sbaglio sul tumulo.
Si era intriso, ed ebbro passeggiava sulle galassie,
non era più un rifiuto ma era diventato un santo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!