Valsente
D'averi ingluvia
ogni qualità spreti che dritta a lor non rechi
come lo zotico contadin
lubrichi il sol che la terra e i frutti maturi
e così della vita il sapor non gusti
e dei suoi color non t'occupi ma,
della cretosa zolla,
fra le mani stretta,
il morboso conto delle polveri intrattiene
l'occhio tuo dannato
che senza riposo la mente illude
credendo pane 'l guano
e 'l sudor vino.
Lontan da te pollano i fior
e tempellar fai gli uccelli
che niuno appaiar ti si può
se non valsente sia.
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Commenti (3)
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M
Maurizio Brancaleoni29 aprile 2007
... ma che bello questo lessico sempre così ricercato...
R
Raffaella Picotti29 aprile 2007
splendida! versi capaci di trasportare oltre il tempo...
Franca Pistellato29 aprile 2007
Sei decisamente un poeta d'altri tempi, nel senso più bello del termine! Il virtuosismo mi colpisce sempre, in tutti i campi. Sai muoverti con agilità in un linguaggio aulico e arcaico. Davvero notevole.
