Il momento che mi togli dall'involucro
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Il momento che mi togli dall’involucro
m’accosti alla lampada:
fissata a lungo, l’occhio m’asciuga
ansimandomi come fosse ventre
Finisco per somigliare alla trappola
della tua potenza suggestiva
Luce e fornace,
brace...
Mi spingi dentro
refoli incagliati ad alveoli
E’ la scomparsa del dorso, la seguo
scomparire dove t’aspetti
Nuda, scarmigliata, liquida stringa
di chiodi fragili infilzami
per quanto la terra possa slegare dall’aria
Infilzami al lenzuolo -coprimi
ché l’inserto ha messo troppo
in risalto il cuore
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (4)
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carla composto21 novembre 2013
forte incisiva ben stilata... sempre perfette nello stile della brava autrice...
Stefano Drakul Canepa21 novembre 2013
la fornace del cuore dove spesso la notte brucia e brucia nel dolore e nelle braci scure. Di forte impatto, con stile impeccabile ... grande
Fiammetta Campione22 novembre 2013
Sentirsi inevitabilmente "nudi" allo sguardo, spogliati di ogni protezione, di ogni remora, e bruciare... per poi scoprire che si diventa fragili, vulnerabili... ed avere pudore di sé. Immensamente bella
Clara Gismondi24 novembre 2013
Amore è mettersi a nudo... allora le parole sanno dire quello che sono le nostre sensazioni più profonde! Veramente una bella prova di profondità ed intensità! Bellissima poesia!




