Preghiera
maurizio nerozzi
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E mi ritrovo qui
la testa fuori
da un lago di rabbia
che inveisce preghiere
il tuo spegnerti
il mio abbandono
la tua scomparsa
annegherà le mie certezze
urla silenziose
scuotono stalattiti, precipitare
inesorabili nei cuori
di chi resta
che cali la nebbia
ch'io non veda il tuo ultimo respiro
ch'io non veda la tua ultima foto
ricordo su stele di cemento
infanzia suonando il piano
sgretolata da cellule di niente
altro dal tutto di te
che resta in noi
non comprendi
perché una foglia debba cadere
odiando chi professa
inutili verità
spiegando un perché
che non è il tuo
che non è il mio
preghi
allora
che il vento
suoni ancora la vita
dal pentagramma
dei giorni vissuti
il solco del vinile diventi infinito
la cera lasci vivere la fiamma
le tue palpebre
abbraccino ancora le nostre anime
lasciandole volare
in un sorriso d'immenso
dai tuoi occhi
il silenzio
assordante
di neve che cade
sia pausa
a note d'estate
suonate ancora
a quattro mani
la notte
incontri un altro giorno
del tutto di te
che non deve restare
ma essere ancora
©
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L'autore
maurizio nerozzi
Commenti (1)
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Rosy Marchettini6 dicembre 2013
Voler bene ad una persona che si sa stia soffrendo e stia combattendo con tutte le proprie forze per riuscire a vivereè struggente, difficile accettare certe verità... Che Dio aiuti questa dolce anima la cui colpa è esser nata... Che Dio lasci che ella possa tornare a sorridere felice di cavalcare le onde della vita Apprezzata e piaciuta moltissimo

