Viciniore
Antonio D’Auria
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Del tuo denso umore
striato di suoni e parole
e leggende
si affabula il pomeriggio.
Di trent’anni in trent’anni
il passare di un autobus
lega una beguine polverosa
col nodo delle vite accanto.
E se l’ebbrezza
di due dita liquide in più
porta alle tue labbra le origini
e di baci rapiti
ti scortichi il cuore
castigato dalla lenta pioggia
e straripano da rivoli di carta
le folli polle del forse,
sarà paziente dissolversi.
©
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L'autore
Antonio D’Auria
Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
Commenti (1)
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Turan2 dicembre 2013
di solito evito accuratamente di mettere commenti, sia per non confondermi in questa folla di scambisti, sia perché è sempre più difficile trovare un bel testo, originale e poetico insieme, ebbene, questo lo è, complimenti.

