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Introspezione 31 dicembre 2013 · lettura 1 min · 2468 letture

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Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Una domanda a me stessa che non so legarmi l’anima una risposta di verbi sgonfiati -non ero la sola corrente contraria tanto frastuono nel rilegare fiabe inventate con voce a spiraglio l’esilio nel disordine (come so comprendermi: io c'ero) o è sapore di terra alle mani scava, larva, nel domani Il calendario al chiodo è di nuovo vergine nessun proposito -tesoro -corpo non esploso niente giustifica la troppa attenzione alla sopravvivenza se poi del tempo ho fatto sillabe impagliate in una gabbia esposta ai venti perché sembrasse libertà
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (2)

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Clara Gismondi31 dicembre 2013

La libertà è un nuovo inizio ... Si può andare oltre alla pagina vuota ... e i propositi saranno solo ciò che saremo, noi stessi! Poesia molto bella. L'aria che si respira a fine anno ci snatura... Sì ...credo al cerchio che si chiude ma non se ne vede né l'inizio né la fine... anche se esistono le stagioni e la vita... Forse dobbiamo ancora capire... Ci penserà il tempo...

Fiammetta Campione2 gennaio 2014

un'autoanalisi che rivela rimpianti e ricerca di libertà, quella libertà che significa uscire dalle gabbie invisibili che a volte ci imprigionano, si può, si deve. E l'anno che inizia può essere un punto di partenza.