Disamina
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Una domanda a me stessa
che non so legarmi l’anima
una risposta di verbi sgonfiati
-non ero la sola corrente contraria
tanto frastuono
nel rilegare fiabe
inventate con voce a spiraglio
l’esilio nel disordine
(come so comprendermi: io c'ero)
o è sapore di terra alle mani
scava, larva, nel domani
Il calendario al chiodo è di nuovo vergine
nessun proposito -tesoro -corpo non esploso
niente giustifica
la troppa attenzione
alla sopravvivenza
se poi del tempo
ho fatto sillabe
impagliate in una gabbia
esposta ai venti
perché sembrasse
libertà
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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Clara Gismondi31 dicembre 2013
La libertà è un nuovo inizio ... Si può andare oltre alla pagina vuota ... e i propositi saranno solo ciò che saremo, noi stessi! Poesia molto bella. L'aria che si respira a fine anno ci snatura... Sì ...credo al cerchio che si chiude ma non se ne vede né l'inizio né la fine... anche se esistono le stagioni e la vita... Forse dobbiamo ancora capire... Ci penserà il tempo...
Fiammetta Campione2 gennaio 2014
un'autoanalisi che rivela rimpianti e ricerca di libertà, quella libertà che significa uscire dalle gabbie invisibili che a volte ci imprigionano, si può, si deve. E l'anno che inizia può essere un punto di partenza.


