Vicine distanze
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Dentro, tutto lo spazio
mi hai finito così che
ho dovuto spostare la mente
più in là, dietro al cuore
Leggo e scrivo
scrivo e viaggio
mi sta di fianco e penetra
il tuo ultimo pensiero
su come rielaborarmi il corpo
Vicino, pasta malleabile
nell’argento ipnotico
specchio che ruba alle immagini
il passo inesistente tra l’ordito
e il filo che s’accorcia
Avvicino le dita
dai polpastrelli ti adoro
e ti perdo
Perdo la bocca non parlando
perché guardi e il labiale
percola per le gambe
Vengo a cercarti apposta
per scoprire in quanti modi
ci vogliamo
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (4)
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Duilio Martino7 gennaio 2014
Trovo alcuni passaggi geniali... e la chiusa riassume e stigmatizza il profondo sentire: Bellissima.
carla composto7 gennaio 2014
sempre profonde e belle queste liriche... nel titolo ossimoro ...la poesia racchiude parole profonde e toccanti bella la chiusa...
Stefano Drakul Canepa7 gennaio 2014
'ho dovuto spostare la mente più in la' è un passo geniale, uno dei momenti in cui l'autrice stupisce, e succede spesso. S t u p e n da
Clara Gismondi8 gennaio 2014
Il viaggio per amore per continuare a conoscere l'amore e forse l'uomo che lo rappresenta... Bellissima poesia espressa con parole dell'anima...




