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Impressioni 10 gennaio 2014 · lettura 1 min · 3090 letture

Interruttori

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Il buio di colpo degli interruttori spegne la gola come la presa senza dita che agglutina il freddo umide facciate le case trasudano ciò che non dici svoltati gli angoli degli occhi Per luccicare armerei la lampada di discorsi a fiumi, dove combaciano le costole Sono le ore di nessuno del sonno a scaglie Corrodono le sveglie Piano, da non lasciare polveri di cifre
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (9)

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s
santo aiello10 gennaio 2014

Momenti sospesi, in un va e vieni di istanti slacciati dal tempo, libere scaglie temporali. E tutto sembra immobile, in decomposizione. Le ore di nessuno, senza padroni e schiavi. Esistere e resistere, è tutto. Un linguaggio decisamente incisivo ed efficace, si muove tra dimensioni parallele della stessa mente, dei sogni mai nati. Geniale, bella. Una perla di poesia.

carla composto10 gennaio 2014

bella in metafore toccanti... il buio che racchiude tempo quasi perso... di nessuno... profonfa introspezione che lascia il lettore in profonda riflessione

Maria Rosa Cugudda10 gennaio 2014

Opera originale e profonda, espressa con eleganza e scorrevolezza, suggestive metafore per una valida introspezione! Veramente gradita.

Rosita Bottigliero10 gennaio 2014

si lascia quel buio in custodia nel cuore. ...versi molto profondi...

omissam10 gennaio 2014

...mi cospargo delle acque setose del tuo mare... battezzandomi così tuo fervente disce e polo...

Clara Gismondi10 gennaio 2014

Nella magia c'è anche il sapere dire cose che lasciano senza parole; nella tua poetica questo lo riscontro ogni volta come una magia che si rinnova! Bellissima poesia!

Laura Maira10 gennaio 2014

Quando leggo questa Poetessa, mi trovo davvero senza parole, solo emozione pura...

R
Rosafio Giancarlo11 gennaio 2014

L'oscurità di colpo del sentire- nel sentire spegne ogni reazione nel profondo senza reazione con mani senza dita si è incorporati dal freddo. A pianto gli occhi che trasudano quello che non puoi dire allo scivolare delle lacrime sul volto Per brillare parole a fiumi là dove nasce il respiro Nelle ore dove impera la notte del sonno turbato- violato le attese del risveglio corrodono piano dentro così piano da non lasciare altro che il niente. Potrei nel commento essermi davvero avvicinato? Comunque spettacolare testo dell'animo umano con un nome e cognome che rimane ogni oltre sensazione. "Rita Stanzione"

Fiammetta Campione12 gennaio 2014

L'incipit è qualcosa di speciale, mi ha subito colpito... il buio, la notte rende coscienti pensieri ma soprattutto sensazioni a volte sconosciuti... si vede con altri occhi... un concentrato di bellezza questa lirica.