Il viso dolce del ghiaccio
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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E poi si ritrovano i pori
senza superfici
e la pelle divenuta carta
Com’era il tatto
che mi lasciavi,
ricordi?
pieno d'istanti che ho potuto
di un corpo esploso
doglia, profumo e bisturi
Fiocca, là fuori
un senso estraneo di pulito
come la gioia sterile
Ho il viso dolce del ghiaccio
così scolpito dall’artista
che amava le donne trasparenti
Non so che inverno è
è artiglio il nord
Non ho mai capito se il fuoco
scioglie ciò che appare
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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s
santo aiello31 gennaio 2014
Un cristallizzarsi di ricordi, in questo fluire nell'essenza di un inverno delicato, indefinito. L'inverno come metafora interiore, di una stagione che conserva e uccide. Un effetto risoluto interiore. Un passaggio, come ogni stagione lo è. Poesia fine, penetrante, pur nella sua delicata forma espressiva. Complimenti.
Clara Gismondi3 febbraio 2014
Ricerca di verità...E i contrari che nella loro forza hanno del vero... Bellissima!

