52 lettori online · 355.922 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale riccardoruschetti.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Sociale
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Riccardo Ruschetti
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Sociale 27 febbraio 2014 · lettura 1 min · 2238 letture

Pagliacci

Riccardo Ruschetti 263 poesie pubblicate
+ Segui
Cravatte ingrassate con lucido da scarpe annodano gole, aridi pozzi di liquame maleodorante. Reti lanciate, zeppe di parole strappate, adescano speranze, conficcati chiodi dalla testa spezzata. Vischiose salive colano su rossi tappeti, deformi del passo che non conduce, intrecciati con unghie e capelli perduti nella spocchiosa noia tra un caffè e l'altro. E noi che a quel nido poggiato sul ramo più alto volgiamo lo sguardo nella speranza di un richiamo ad un sereno volo, a morsi straziamo la lingua, non sentendo più il gusto di quel sangue umano che intrisa la terra i nonni... i nostri nonni hanno versato invano.
#Avvoltoio#Rabbia#Potere#Egoismo#Vigliaccheria
♥ 0 💬 11
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

...riuscirà mai a colmarsi il vaso?

L'autore
Riccardo Ruschetti
Tutte le opere →

Commenti (11)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Antonella1727 febbraio 2014

un giusto grido di dolore e di indignazione. Stiamo vivendo un lassismo vergognoso nel mondo politico e giustamente occorre parlarne e far sentire il nostro sdegno. Molto apprezzata

carla composto27 febbraio 2014

tanti pagliacci, imagine appropriata... versi pieni di verità di rabbia condivisa... una vergona assoluta che limita la nostra dignità...bella lirica che sposo bravo l'autore...

s
sergio garbellini27 febbraio 2014

Una lirica molto profonda nel suo significato più vero. In questa stesura viene evidenziato il quadro della situazione sociale dei nostri tempi con personaggi che si chiudono nel loro mondo fatto di cravatte e corridoi ricchi di tappeti, drappi e lampadari. Una descrizione critica per far apparire ancor più la differenza dai valori umani dei nostri antenati, e il titolo stesso racchiude un significato lampante, molto bella e apprezzata.

Massimiliano Moresco27 febbraio 2014

Le nostre montagne sono ancora intrise del sangue dei nostri nonni, ancor ora si avverte l'odore della sofferenza dei partigiani. Uomini e donne che partecipavano al sogno della liberazione dall'invasore, credo che mai si sarebbero immaginati l'economicidio dei giorni nostri, in questa guerra combattuta con le leggi anziché coi fucili. E i politici? Gran parte di loro vivo un mondo distaccato dalla realtà, nella noia tra un caffè e l'altro. Bella.

Berta Biagini27 febbraio 2014

Da brividi oserei dire - colpita in particolare da quelle vischiose salive, sembra proprio di essere lì increduli ad occhi spalancati. Apprezzato molto il ricordo che l’autore nell’ultima strofa ha voluto rimarcare.

Rosita Bottigliero27 febbraio 2014

purtroppo si. ... sembra essere questa la realtà. ... pagliacci che si lanciano sfide. bella la chiusa complimenti

Simona Biancolin27 febbraio 2014

Temo di no... che il vaso non si colmerà mai... La politica, purtroppo ha sempre deluso... basta ricordare l'aforisma di Kafka: "Un idiota è un idiota, due idioti sono due idioti, diecimila idioti sono un partito politico" il quale anche se sembra un po' esagerato esprime benissimo il dissenso della gente. l'Autore che ha saputo fare un richiamo in versi ai valori del passato a cui è necessario attingere in momenti come questi.

Francesco Rossi27 febbraio 2014

Una composizione poetica che traccia il quadro del comune sentire di chi non è cervellotico come la classe politica italiana dei nostri giorni.

emmalisa lucchini27 febbraio 2014

è vergognoso assistere a queste oscenità, purtroppo una situazione che crea disagio a noi e a chi ci guarda fuori dall'Italia. Una lirica che riesce a far capire molto bene la situazione attuale, con metafore che sollevano le grida di ogni Italiano onesto, i quali desiderano un mondo basato sul reciproco rispetto da troppo tempo soffocato da persone indegne di stare lì a governarci spero che il vaso si colmi presto... resta il dubbio purtroppo. Poveri i nostri nonni!! Apprezzata molto!!

Alberto De Matteis27 febbraio 2014

Delle scene che non vorremmo mai vedere, ma che purtroppo, si vedono ogni giorno. Versi d'una realtà raccapricciante.

nemesiel28 febbraio 2014

Poesia "tosta" e vera, purtroppo per noi... con una strofa finale, dolorosissima, che chiude ad ogni speranza di cambiamento... Potere, arroganza, egoismo ed individualismo... assoluta negazione dell'empatia, della cooperazione, della lealtà...e soprattutto disinteresse per il proprio mandato. Bel quadro davvero e bella prospettiva. Quei signori hanno raschiato il fondo del barile...