Cellophane
Stefano Acierno
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Reclama vita ogni finzione
e il cenno di chiunque
perso appena alla vista.
Son qui quand'è buio.
Sempre vi sbuco vagolando
e scorgo fiammelle
tornando dal frastuono.
Scruto
e vi vedo
soli
grondanti parole
e bisogni.
Allegorie, metafore, sinestesie
troppo spesso disposte in superficie
alla ricerca di solidarietà.
Cioè come fosse soffusa
l'anima
di fiori e cieli e tramonti e luci
e profumi
e gesta
e colori
e suoni,
lacerati i sogni da esperienze,
muniti di involucri per vivere
("evocativi")
come in pacchetti di cellophane.
Risuona in voi il mondo
acconcio.
E se mi mostro improvviso,
ancora in giacca e cravatta
e senza ululare,
senza però recitare,
vi appaio un'ombra.
Ma io non posso imbrattare lo spazio
celando me stesso
e quel nostro bisogno di aiuto.
©
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Stefano Acierno
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