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Introspezione 11 marzo 2014 · lettura 1 min · 2544 letture

Le otto e poi

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Bisogna ricordarla la linea demarcatrice tra la realtà e la burrosa via del sogno Bisogna stamparla sul cruscotto quando guidi e non sai perché giri alla rotonda e non ti accorgi che questo lunedì ti sta succhiando il mare da un buco -ah! è laparoscopia- nei jeans che fasciano i bei fianchi arrotondati a mano dalla sua mano scultrice sutura sulle arterie... etere... Bisogna guarire da febbri condivise ardere soli mentre la luna spunta restare svegli, con la pelle attigua ad una nuvola Inspirare l’argento che un malinteso ha dissipato con le sue mani che -accidenti- hanno urtato i vetri li hanno fracassati
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (4)

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Rosita Bottigliero12 marzo 2014

prendere coscienza di sé. ... versi sublimi... Molto apprezzata

carla composto12 marzo 2014

la linea di confine tra realtà e sogno ... ben scritt in eleganti versi in uno stile impeccabile, quale quello dell'autrice

Laura Sensoli12 marzo 2014

Nulla accade per caso ed anche quando il buio osa penetrare in noi l'anima vive malgrado le avversità. Ne colgo l'essenza!

C
Chiara8419 marzo 2014

Per la serie: bisogna svegliarsi dai sogni prima o poi. Non possiamo di certo sognare sempre. Bisogna sempre tener conto della realtà, che il più delle volte è ben diversa dalle grandi aspirazioni notturne. "Restare svegli per sempre" sarebbe un ottimo modo per non sognare, non illudersi quindi. Ma ci si stanca prima o poi della realtà e quale miglior rifugio dei sogni?