Leggendo Alda
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Torno a leggere, versi
a cui la quiete non ha resistito
e legato indivisi tormenti
con gli strati profondi del seno
Le scritture a suo nome
divise in pezzi di ragione
petali arsi, in attesa
di rivolte innaffiate d’amore
Ecco, sbocciare ancora la voce
da un parto gridato al vento di prigioni
mentre gli occhi, grandi insonni
saccheggiavano paesaggi
oltre l’anima
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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Daniela Dessì21 marzo 2014
Parla la voce dell'anima, sento l'urlo del dolore vibrante nell'aria in questi versi stupendi.
nemesiel21 marzo 2014
"Ecco, sbocciare ancora la voce da un parto gridato al vento di prigioni mentre gli occhi, grandi insonni saccheggiavano paesaggi oltre l’anima" E' un ritratto perfetto... ne hai colto tratti ed essenza, fisicità ed anima, tutt'uno


