Sinderesi

In solitudine sono,
mentre l'intero mio,
fugge dal limitante.
Troverò in me,
liquido amniotico,
ormai esangue.
Di elementi pesanti
ne sono parte essenziale,
e il calcio nelle fragili ossa,
e il ferro, nel mio sangue.
In atomi di carbonio,
di ossigeno, e di azoto,
respiro vita.
Sono un figlio stellare,
nella sua complessa
chimica esistenziale
La casa è nella via lattea,
e l'origine è nel verme,
ed è nel mutante.
Seppure senza un'identità,
vagherò con il pensiero
tra le armonie celesti,
e volteggerò tra le costellazioni
sprofondanti.
Di siderale luce, rivestirò le mie vesti,
e vi nutrirò il mio pensante
di solitudine sopravvivente.
Dove l'elettromagnetismo,
curva discendente lo spazio- tempo,
vi scivolerò giocoso, come da bambino.
E nell'altalenante mio ondeggiare
sorriderò nuovamente,
ricordandomi dell'arte del sussulto
per mancanza di respiro.
Distante, distante
dalla fatua e sciocca
ipocrisia umana.
L'oscuro Eraclito,
giocava ai dadi, con i fanciulli,
e nel diveniente umano
un'altra mutila speranza.
Stelle decadenti, per l'abissale
vuoto interiore assai distratto,
in luci di ribalta.
©
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L'autore
Giuliano leandro loy
Scrittore di narrativa e poeta a tempo perso. Scrivevo fin dalla più tenera età, e questo vizio mi è rimasto anche nella mia maturità. Amo la filosofia e la studio, pur essendo consapevole dell'impenetrabilità fenomenica dell'uomo. Inizio ad essere molto Socratico, perché so di non sapere. Gli intellettualoidi di oggi
Commenti (1)
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Grazia La Gatta16 aprile 2014
Un percorso, un cammino tra spazio e tempo tra le vie dell'Universo che, all'apparenza, può sembrare fantasioso ma che, invece, è molto reale. Un viaggio ben costruito. Lirica profonda e tema interessante.
