Poi nacque la parola
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Ora che (no)
non vorrei scrivere
per spostare sassi e fuscelli;
vi penso fermi
nella frescura boschiva
coi volti somiglianti uno per uno
a frutti fecondati
e un'acerba memoria
al primo verso d'un alleluja va
quando il torrente era secco,
poi nacque la parola
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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Giovanni Chianese20 giugno 2014
Momenti che ogni poeta rivive nell'assunto emozionale dell'ispirazione, dove tutto sembra arido letto di sorgente. Poi l'immaginazione prende forma e anche i sassi sembrano frutti fecondati al nascere di un germoglio, aprente la strada alle parole del cuore. Magnifica stesura, con metafore di forte attrazione, concerta lo stato d'animo di una sensibilità eccelsa. Complimenti all'autrice per quest'opera pregna d'originalità.

